Ciliegi e marogne nell’Etichetta dell’Anno della sesta edizione de La Scuola nel vigneto

Lavorate con pietre locali “a facciata” oppure a “lisca di pesce”, le marogne, così vengono chiamati i muri a secco che disegnano il paesaggio collinare della Valpolicella, non mancano di catturare lo sguardo di chi visita questo rinomato territorio di vino. Custodi di questa antica tecnica di difesa del territorio, a rischio oblio, sono i contadini, che da secoli usano i muri a secco per frenare il dilavamento e rendere il terreno più sicuro. I muri a secco sono, inoltre, portatori di biodiversità, in quanto popolati da tante specie animali e vegetali. Questa triplice “funzione” delle marogneproduttiva, culturale e ambientale – è stata al centro del concorso artisticoPaesaggio della Valpolicella: particolarità e particolari“, punto d’arrivo de “La Scuola nel Vigneto“, progetto didattico-sociale ideato nel 2012 da Cantina Valpolicella Negrar in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Negrar, il patrocinio dall’assessorato alla Cultura del comune di Negrar e dall’Ordine degli Architetti di Verona, e con il sostegno di Valpolicella Benaco Banca e del fotografo Marco Ambrosi (Accademia Belle Arti di Verona).

Lavori di coppia per il podio vincitore. Giovedì 24 maggio scorso sera, nella sala convegni della cantina cooperativa, animata dalle suggestioni musicali dell’orchestra dell’I.C. Negrar e dall’allegro vociare dei numerosi studenti e genitori presenti, si è tenuta la cerimonia di premiazione del concorso, con l’elezione dell’ “Etichetta dell’Anno”, che andrà a rivestire la collezione di bottiglie di Valpolicella e Amarone bio Domìni Veneti dedicata al progetto. La vittoria è andata a Wiam Ezzine e Hafsa Moussalit (II A) che, seguendo il tema della botanica dei muretti a secco, assegnato agli studenti partecipanti dall’insegnante Adelina Caprini, responsabile del progetto per la scuola, hanno rappresentato la bellezza e la delicatezza del paesaggio terrazzato della Valpolicella disegnando due rami di ciliegio fioriti su uno sfondo di muretto a secco, usando nella produzione della loro opera diverse tecniche artistiche, dall’acquerello alla texture, dalle matite ai pennarelli, dai pastelli a olio e a cera alla china, alla stampa a rullo a tempera. “La scelta e l’abilità nell’utilizzo di diverse tecniche, il notevole livello di qualità nella realizzazione e la piena rispondenza ai criteri di selezione ha fatto raggiungere all’opera il massimo punteggio“, ha dichiarato Anna Lonardi (Grafical, stampati ad arte di Marano di Valpolicella) che presiede la Commissione artistica del progetto, composta dalla collega Ilaria Bontempo, Agron Hoti, artista di origini albanese che vive e lavora a Verona, Paola Ravanello (Ordine Architetti Verona), Emanuele Gipponi (Duemaninonbastano, studio grafico di Milano) e Omar Patti (OvisNigra, studio grafico di Piacenza). Al secondo posto al concorso è risultata l’opera di Loris Brunelli e Riccardo Lovato (II C) mentre al terzo posto quella di Margot Guardini e Giovanni Righetti (II D). La sperimentazione di differenti tecniche nonché l’accurata ricerca a livello stilistico, artistico e concettuale sulle specie botaniche locali ha caratterizzato tutti i 31 elaborati della sesta edizione, in mostra nel fruttaio della cantina.

Le terre alte si stanno pian piano ripopolando. Il ricavato della vendita della bottiglie di vino della collezione “La Scuola nel Vigneto”, per un importo di 5 mila euro, verrà suddiviso fra l’acquisto di un pianoforte e di un flauto per l’Istituto Comprensivo di Negrar e un contributo alla realizzazione il prossimo autunno di un corso regionale ed organizzato dall’Istituto dei Salesiani di Verona, finalizzato al recupero delle tecniche tradizionali di ricostruzione dei muretti a secco in Valpolicella. “Affrontare un tema così importante da tanti punti di vista e con diversi approcci, come fanno Cantina Valpolicella Negrar e l’I.C. di Negrar con La Scuola nel Vigneto, è l’unico modo per riuscire a coinvolgere le comunità. Rispetto ad una ventina di anni fa, la situazione dei paesaggi terrazzati in Italia è di gran lunga migliorata e nell’ultimo anno si stanno attivando un po’ in tutta la Penisola corsi che guardano al recupero dei muri a secco, una vera e propria boccata d’ossigeno per le “terre alte” che si stanno pian piano ripopolando, nella consapevolezza dell’importanza che queste rivestono nell’equilibrio e nella diversità dei luoghi“, ha riferito Donatella Murtas, presidente ITLA Italia, la sezione italiana dell‘Alleanza mondiale per i paesaggi terrazzati, a commento dell’iniziativa.

Da quest’anno studenti vincitori premiati con una selezione di libri. Fra questi ci sarà “L’altra notte ha tremato Google Maps” di Michela Monferrini (Rrose Sélavy Editore, 2016) che, con le sue parole, ha ridato una forma a tutto quello che oggi ad Amatrice non c’è più a causa del terremoto del 2016, ed i cui diritti d’autore saranno devoluti a favore dei bambini e dei ragazzi del paese, in linea con la finalità sociale della scorsa edizione de La Scuola nel Vigneto, che ha destinato il contributo alla campagna “Insieme per Arquata” per la distribuzione di 10 borse di studio a beneficio dei giovani di Arquata del Tronto (AP).

Il futuro della Valpolicella, generazionale e territoriale, sta nell’unitarietà di intenti. “La Scuola nel Vigneto è un progetto che nasce dal territorio e continua nel tempo grazie alla convinzione di tutti coloro che vi danno vita – Cantina, Banca, Comune, Scuola e sponsor – nella consapevolezza che sia importante educare i ragazzi al rispetto della loro terra attraverso la piena coscienza del suo valore; tutto ciò anche per costruire un futuro in cui il territorio è una risorsa importante. Quindi un ringraziamento a tutti coloro che lo hanno reso possibile“, ha affermato nel corso della serata Carla Aschieri, dirigente I.C. Negrar. D’accordo con la preside dell’istituto scolastico anche Renzo Bighignoli, presidente di Cantina Valpolicella Negrar, che ha affermato: “In questi sei edizioni, che hanno visto l’impegno di oltre 700 studenti di seconda media e di una ventina di docenti di discipline diverse, il nostro intento è stato, e rimane, quello di creare un nuovo senso di appartenenza a questa terra come patrimonio comune ma anche quello di avvicinare i giovani a diverse professioni, allargando visite e laboratori, oltre che in vigna e in cantina, anche ad altri istituti scolastici (Stefani Bentegodi di San Floriano e l’Arte del Marmo di Sant’Ambrogio) e aziende (Grafical). Dare vita ad un rapporto fra scuola e una rete di partner fra istituzioni e realtà produttive del territorio vuol dire guardare al futuro della Valpolicella”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *