


Situata tra l’area prealpina e la zona alluvionale del fiume Adige, la Valpolicella presenta terreni di diversa composizione, in grado di conferire differenti caratteri ai vini prodotti con le uve coltivate.
Partendo da Ovest, a monte del terrazzo che unisce Sant’Ambrogio a Parona e che si formò durante l'età quaternaria, si trovano terreni rossi e bruni su detriti, con eccezione del colle di Castelrotto, dove prevalgono terreni bruni su marne di età cretacea. Questi terreni rossi e bruni su detriti si possono trovare anche nella zona pedemontana, fino all'imbocco delle valli di Fumane, Marano e Negrar.
Terreni compatti rossi su calcari eocenici si rintracciano a Nord di Sant’Ambrogio (San Giorgio), nella dorsale che da Santa Maria Valverde scende a Gnirega di Valgatara, San Floriano e Pedemonte, e nella dorsale che scende a Parona, Arbizzano e Novare.
Terreni bruni su marne di età cretacea si ritrovano nella parte alta della Valpolicella: Mazzurega, Purano, Monte Comune e parzialmente nella Valle di Negrar.
Terreni compatti rossi su basalti sono limitati a zone frammiste a frane e calcari delle alte valli di Marano e Negrar. Generalmente terreni bruni su marne o su basalti rivelano un buon contenuto in potassa e anidride fosforica, anche se scarsamente utilizzabili. Il calcare, a parte qualche eccezione, si può considerare compreso fra il 15 e il 50% e il pH fra 7 e 8.
















